Google AMP: vantaggi e svantaggi sull’indicizzazione

Argomenti: SEO, Web Design

Ecco come ho conosciuto Google AMP: qualche settimana fa lavoravo per velocizzare il mio sito, e per caso mi imbatto nel test di Google che valuta la velocità delle pagine web esclusivamente da mobile. Lo faccio e chiedo l’invio del report dettagliato alla mia mail.

Alla fine del report non posso fare a meno di notare un piccolo annuncio: “rendi la tua pagina più veloce con AMP”.

Cos’è Google AMP

Pagina veloce google ampMi sono incuriosito e seguendo il link mi sono ritrovato nel mondo di AMP, o Accelerate Mobile Pages. Come suggerisce il nome, AMP è un framework per creare pagine ottimizzate per il mobile. Un progetto di Google, che come ben sa chi ha utilizzato almeno una volta PageSpeed Insights, pone un’attenzione maniacale alla velocità di caricamento delle pagine web.

Sebbene il framework sia disponibile da circa un annetto, non si può dire però che abbia spopolato. Eppure i vantaggi sembrano veramente notevoli…

I vantaggi di Google AMP

Innanzitutto le pagine AMP offrono una grande esperienza utente per i visitatori di un sito, poiché si caricano in un batter d’occhio anche su reti molto lente. I risultati sono veramente impressionanti: ho fatto qualche test in condizioni di scarsa copertura di rete, e mentre un sito creato con un qualsiasi altro CMS neanche riusciva a caricarsi, le pagine create con AMP venivano restituite dal browser in pochissimi secondi.

google amp vantaggi

Il secondo punto di forza, almeno secondo una voce che gira su diversi blog americani, è che AMP risolverebbe il problema degli Ad-blocker. Gli annunci creati con AMP sarebbero dunque invisibili ai sistemi di blocco degli annunci. In realtà, molto più probabilmente, essendo un framework pensato per il mobile, semplicemente non incorre in questo problema, poiché difficilmente vengono utilizzati sistemi di blocco degli annunci sul mobile.

Però c’è da dire che l’estrema velocità di caricamento degli annunci creati con AMP potrebbe fare la differenza in termini di conversioni.

Terzo punto a favore, e sicuramente il più grande, è che, a parità di contenuti, Google favorirà di sicuro un sito che utilizza AMP. Google mostra i risultati AMP prima di tutti gli altri risultati della ricerca, è assodato. E li mostra in un carosello di news tutte mobile friendly. Un bel vantaggio insomma.

Ovviamente AMP da solo non farà di voi un concorrente diretto di Aranzulla, ma di sicuro la differenza si farà sentire se i contenuti sono validi.

I contro di Google AMP

Ora passiamo ai contro. Il primo è bello grosso: creando una pagina AMP, essa non si troverà sul tuo sito, ma su Google.com.

Ci sono, infatti, tre indirizzi web coinvolti in una pagina AMP:

  • L’indirizzo originale del tuo sito, ad esempio https://www.lorenzomoio.it;
  • L’URL della cache AMP, non visibile agli utenti;
  • L’URL del visualizzatore di Google AMP, che è quella visualizzata nella barra degli indirizzi del browser del tuo smatrphone. Questo url è qualcosa di molto simile a questo: www.google.com/amp/www.lorenzomoio.it.

Ciò significa che chiunque condivida la tua pagina sui social network non sta assolutamente condividendo il tuo sito web, e da ciò risulta un danno enorme in termini di visibilità del sito, page rank e dunque di SEO.

Potrebbe trattarsi anche di un falso problema, e che Google tenga conto in qualche modo dell’associazione con il tuo sito web, ma la stessa cosa vale anche per gli altri motori di ricerca? Non credo proprio. Non foss’altro per la guerra che quotidianamente si fanno a vicenda.

Qui emerge forse un secondo fine nell’ideazione del progetto AMP: Google ha sicuramente a cuore l’esperienza utente di chi utilizza Google come motore di ricerca. Ma chi non lo fa? Come saranno indicizzati i siti AMP dagli altri motori di ricerca? Di sicuro i vari Bing, Badoo, ecc, avranno una bella gatta da pelare.

Ma i problemi non sono limitati alla SEO. Basta guardare un sito AMP per accorgersi subito che, per raggiungere il fine della velocità estrema, gli elementi grafici, quelli che danno identità ad un sito, vengono meno. I siti AMP somigliano a siti Google piuttosto che al marchio che ne detiene la proprietà. Per non parlare delle funzionalità: gli script sono limitati a quelli pre-approvati da Google, dunque il ventaglio delle soluzioni è fortemente ridotto.

Conclusioni

Non credo di riuscire a dare una risposta drastica alla domanda “useresti AMP per il tuo sito?”.

Dal lato della user experience abbiamo enormi vantaggi in termini di tempi di caricamento, ma la povertà dal punto di vista dell’identità del sito web mi fa immaginare scenari apocalittici. Ci ritroveremmo siti tutti uguali, con le stesse funzionalità. Internet diventerebbe una piattaforma unica, molto simile ad uno dei tanti siti Google. Non che siano brutti, ma il mondo è bello perché vario.

Dal punto di vista della SEO  il progetto ha sicuramente dei vantaggi, che però sembrano azzerarsi dal momento che gli utenti non verranno più indirizzati ai siti dei proprietari. E con questa mossa geniale, oltre ad acquisire un potere enorme in termini di “controllo” e organizzazione del sapere, mette anche in crisi gli altri motori di ricerca.

Un essere totalizzante che tende ad inglobare sotto la sua egida tutto ciò che incontra: informazione, pubblicità e ora anche l’identità e la proprietà del sito (o almeno della versione mobile). Ecco cosa sembra Google. Per ora non ci ha mai deluso, speriamo continui così a lungo.

Detto ciò, rimane interessantissimo e va sicuramente testato con gli annunci. Vi rimando alla pagina del progetto per maggiori informazioni.

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